Hammond

Beatrix - hammond clone per Linux

BoDo | Mercoledì, Agosto 29th, 2007
Pubblicato in: Beatrix, Clone, Hammond, Linux, Soft Synth

Hammond clone a modelli fisici per linux, questo è quanto. Questo è Beatrix. Redatto dal professor Fredrik Kilander del dipartimento di informatica dell'Università di Stoccolma. Il progetto è documentato in BEN due pagine web :-P ovvero:

beatrix.jpg

Il programma non ha una sua interfaccia grafica, lo si utilizza semplicemente interfacciandolo con dispositivi di controllo (fisici o virtuali).

Ora si parlerà quindi di:
- banalità: come compilare e lanciare il programma
- come far funzionare Beatrix collegato ad una tastiera midi esterna?
- come far funzionare Beatrix controllandolo con un sequencer (tanto per dirne uno, Rosegarden?)
(more…)

Leslie speaker

BoDo | Sabato, Ottobre 9th, 2004
Pubblicato in: BoDo, Hammond, Leslie, Strumenti Musicali, Tastiere

L'amplificatore per eccellenza da abbinare all'hammond è il "Leslie", che per le sue bizzarre caratteristiche conferisce al nostro strumento l'originalissimo suono che conosciamo. Esistono numerosi modelli di Leslie, ma concettualmente possiamo utilizzare lo schema del 122:

Leslie_schema

schema di un amplificatore Leslie

Il suono è suddiviso ad una frequenza di crossover di 800Hz, e come si può notare dallo schema gli "alti" e i "bassi" seguono da questo momento due diverse strade.
I toni alti vengono riprodotti da una coppia di trombe contrapposte rotanti attorno ad un asse verticale.
I bassi vengono invece riprodotti da un woofer disposto ad asse verticale, il cui suono viene "sparato" all'interno di un cilindro rotante attorno al medesimo asse verticale, ma in senso opposto rispetto alle trombe. Sulla superficie esterna del cilindro è praticato un foro che alternativamente lascia quindi passare oppure blocca il suono.
Per saperne di più:
- un interessante modello "animato" che spiega il funzionamento di un leslie
- un altro schema di funzionamento con spiegazioni
- un sito ricco di fotografie e spiegazioni
Altre foto (tratte dal web):
- una foto
- un'altra foto

Hughes & Kettner “Rotosphere”

BoDo | Domenica, Settembre 26th, 2004
Pubblicato in: BoDo, Clone, Hammond, Hughes & Kettner, Leslie, Rotosphere, Strumenti Musicali, Tastiere

rotosphere

Ecco qua una visione dall'alto di questo strano oggetto, che può essere usato come pedale, ma può anche essere "stoccato" e controllato con un pedale esterno.

Dalla finestra centrale si nota in trasparenza la valvola, che quando è in funzione si illumina. Ma andiamo con ordine: per accendere la rotosfera non ci sono pulsanti, semplicemente si dà corrente. La spia in alto a sinistra di colore giallo si accende, e rimane accesa finchè la valvola non si è un minimo scaldata. Una volta che la valvola si è scaldata il led giallo si spegne e si può cominciare a suonare. Attraverso i due pomelli in alto a sinistra regoliamo rispettivamente il "drive", ovvero il volume di preamplificazione, e l'"output", ovvero il volume in uscita. Va da sè che alzando il primo dei due, dipendentemente dal volume a cui è settata la tastiera ed alla configurazione delle drawbars, siamo in grado di saturare la valvola e di ottenere quindi un effetto che ricorda quello degli amplificatori valvolari per organo. Rientra qui in gioco il led giallo: più saturiamo e più si accende. Riassumendo, quando il led giallo in alto a sinistra si accende significa che:
a) abbiamo appena acceso il tutto. Diamogli un po' di respiro, insomma!
b) stiamo pompando di brutto! :D
Se la regolazione del "drive" serve per ottenere un caldo effetto di overdrive sul nostro suono, la regolazione dell'output serve invece per regolare il nostro volume d'uscita. Mentre poco fa l'overdrive era un pregio da noi richiesto, nel caso del volume di uscita occorre fare attenzione a non entrare nel mixer a volumi troppo alti, altrimenti possiamo sperimentare sulla nostra pelle, anzi sulle nostre orecchie, il caratteristico "zanzara sound". Forse non è il caso, e se fuori vi sentono poco occorre alzare il livello di uscita dal mixer, non quello in entrata (ovvero: il nostro output).
Rimanendo sulle regolazioni nella parte superiore della rotosfera, sul lato destro abbiamo la regolazione denominata "Rotor-Balance". Per capire questa cosa occorre fare una piccola digressione su come è fatto un leslie, ovvero l'amplificatore rotativo che la rotosfera cerca di imitare alla perfezione.

Settaggi drawbars

BoDo | Sabato, Settembre 25th, 2004
Pubblicato in: BoDo, Drawbars, Hammond, Strumenti Musicali, Tastiere

La domanda delle domande: come fare per ottenere il suono che voglio agendo su quelle nove levette?
La prima delle risposte è: osservare come fanno gli altri. Sul web ci sono tantissimi siti interessanti che parlano di settaggi di drawbars, eccone qualcuno italiano:
- Jazzitalia (a cura di Alberto Marisco)
- Jazzitalia (a cura di Simone Faliva)
- Hammond Sound
- Hammond Zone

Come leggere i settaggi? Come abbiamo visto l'hammond ha 9 drawbars, contraddistinte dalle scritte
16′ | 5 1/3′ | 8′ | 4′ | 2 2/3′ | 2′ | 1 3/5′ | 1 1/3′ | 1
Su ciascuna drawbars sono scritti dei numeri via via crescenti (da 0 a 8 ) che compaiono man mano che estraiamo la levetta dal corpo dell'organo. Per esprimere un settaggio si usa quindi un numero di 9 cifre comprese fra 0 e 8 che rappresentano, appunto, il valore da usare per la drawbar corrispondente.
Ecco alcuni settaggi:

888000000
In pratica, ciò che si può desumere dalla lettura di quasi tutti i siti web in materia è che questo settaggio è il classico dei classici (parlando di settaggi in ambiente jazz)
In base alla mia esperienza personale, il suono non è male anche per il rock, anche se quello che uso più spesso è il "fratello"

888800000
Una volta "scovato" questo suono, sono poche le occasioni in cui lo cambio, essenzialmente quando c'è bisogno di suoni più "soft" e meno potenti. Altri settaggi che utilizzo:

088800000
con percussione sulla seconda armonica (che guarda caso è il terzo "8″ della sequenza), niente vibrato, leslie fast (slow all'occorrenza). L'effetto è un suono abbastanza leggero e delicato, con la percussione che si sente ma non dà fastidio. Lo utilizzo per un leggero solo su di un arpeggio di chitarra.

804000000
senza percussione, leslie prevalentemente slow. Utilizzato in un momento piuttosto soft. L'assenza di armoniche dispari (essendo presenti solo la fondamentale e la sua metà, ovvero la stessa nota in ottava inferiore) corrisponde ad un'assenza di quinte che ben si adatta alla riproduzione di accordi strani e un po' dissonanti dal tema principale.

800000000
un fischio cupo, può dare un effetto suggestivo nella fase di accelerazione del leslie

Hammond & Drawbars (significato fisico)

BoDo | Giovedì, Settembre 23rd, 2004
Pubblicato in: BoDo, Drawbars, Hammond, Strumenti Musicali, Tastiere

Le combinazioni di suoni in un organo Hammond, o comunque in un "clone" come l'Ob3, si ottengono agendo sulle 9 drawbars, miscelando così fra loro, per ciascuna nota suonata, 9 toni puri le cui frequenze sono legate fra loro da rapporti armonici, come trattato in Hammond & Drawbars (ampiezza). Negli organi Hammond questi toni puri erano ottenuti attraverso le cosiddette "Tonewheels", ovvero piccole ruote dentate in rotazione da cui si ottenevano appunto i toni puri.
Dal punto di vista matematico, se rappresentassimo i toni puri in un diagramma cartesiano con il tempo in ascissa e l'ampiezza in ordinata, otterremmo delle perfette sinusoidi. Più la sinusoide è "alta" e più il volume è alto, più la sinusoide è "lunga" e più la frequenza è bassa (ovvero: più la nota è grave). Se mettessimo a zero tutte le drawbars tranne la terza, otterremmo una sinusoide tanto più "alta" sull'asse y quanto più la drawbar è tirata verso di noi. La scelta della terza drawbar partendo da sinistra (ovvero quella contrassegnata dalla scritta 8′) non è affatto casuale: essa rappresenta la frequenza fondamentale della nota che stiamo suonando. Possiamo immaginarci che tutte le altre drawbars è come se generassero altri toni puri il cui effetto è quello di "modulare" la frequenza fondamentale sovrapponendosi ad essa, tramite semplici somme fra funzioni sinusoidali: la frequenza fondamentale non cambia (ovvero: la "nota" di base che suoniamo è sempre quella), ma cambia il suono dell'organo.
Un modo alternativo di visualizzare la cosa, è immaginare di suonare contemporaneamente varie note legate da rapporti armonici con il volume impostato attraverso la drawbar.

Hammond & Drawbars (ampiezza)

BoDo | Giovedì, Settembre 23rd, 2004
Pubblicato in: BoDo, Drawbars, Hammond, Strumenti Musicali, Tastiere

Diagramma dell'ampiezza (volume) per ciascuna drawbar, che illustra la corrispondenza fra ciascun numero indicato sulla drawbar stessa ed il corrispondente livello in dB.

AMPIEZZA DRAWBAR	GUADAGNO*	VOLUME**
	0 		0 dB 		-oo dB
	1 		+3 dB 		-36 dB
	2 		+6 dB 		-24 dB
	3 		+9 dB 		-18 dB
	4 		+12 dB 		-12 dB
	5 		+15 dB 		 -9 dB
	6 		+18 dB 		 -6 dB
	7 		+21 dB 		 -3 dB
	8 		+24 dB 		  0 dB

* Tabella tratta dal sito theatreorgans.com. Ciò che stupisce è il valore 0 dB per la drawbar impostata a zero: volume nullo, essendo la scala decibel di tipo logaritmico, corrisponde al valore -oo (meno infinito), quindi il valore 0 è sicuramente errato. Non mi pronuncio sugli altri valori
** Tabella tratta da un vecchio post su alt.music.hammond-organ. E' sicuramente più credibile data la corrispondenza volume nullo = -oo decibel